martedì 13 ottobre 2009

Nuove tendenze per i consumi europei

Nonostante il 59% degli italiani sia ‘estremamente’ o ‘molto’ preoccupato per le sorti dell’economia italiana, le aspettative di una ripresa sono più ottimistiche rispetto a quelle prospettate dagli altri cittadini europei: è quanto emerge da uno studio di AlixPartners, società di consulenza internazionale, condotto tra agosto e settembre 2009 su un campione di 5.000 consumatori europei di 5 nazioni: oltre all’Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna e Svezia. Ciò che accomuna i 5 Paesi coinvolti nella ricerca, è l’opinione che i consumi non torneranno ai livelli precedenti alla crisi prima del 2012. Anche Paesi che, come la Germania, dichiarano di non avere subito eccessivi contraccolpi dall’attuale crisi, sono molto cauti nelle previsioni di ripresa. Gli inglesi sono risultati tra i più pessimisti a questo proposito: per il 53% degli intervistati, infatti, l’economia del paese sta andando peggio rispetto a quella globale. La palma d’oro degli “sfiduciati” circa una ripresa delle finanze personali va invece ai francesi: per il 64% questa sarà più lenta rispetto a quella dell’economia del paese, e comunque non arriverà prima della fine del 2012. Secondo la survey i cambiamenti nei comportamenti di consumo degli europei per effetto della crisi non possono considerarsi come permanenti. Ad esempio, la voce di spesa che è risultata più penalizzata dai consumatori europei in tempo di crisi, è il mangiare fuori casa. “La tendenza è quella di tagliare alcune attività, anziché introdurre delle alternative meno costose”, afferma Giancarlo Poli - Managing Director di AlixPartners. “Così in Italia il 77% degli intervistati dichiara di aver modificato i propri comportamenti d’acquisto, ma solo l’8% ritiene tali cambiamenti come permanenti”, conclude Poli. “Per francesi e inglesi, invece”, aggiunge Francesco Leone - Director di AlixPartners, “si può parlare di nuovi stili di vita, che hanno penalizzato e continueranno a penalizzare i ‘segmenti premium’ anche quando l’economia si sarà risollevata. Il 53% dei consumatori francesi intervistati, infatti, ritiene che tali cambiamenti siano da considerarsi del tutto o in parte permanenti. Per quanto riguarda il campione inglese invece, le modifiche più significative sono state messe in atto dai consumatori meno giovani”. Vacilla inoltre pesantemente il mattone, bene rifugio italiano per eccellenza: secondo lo studio infatti, il 50% degli intervistati italiani dichiara che non comprerà più case nella sua vita, o quantomeno di non essere disposto a farlo prima del 2014. Una tendenza comune, questa, anche negli altri paesi che hanno partecipato alla ricerca, Gran Bretagna a parte, l’unico paese ad aver dichiarato l’intenzione di investire in immobili entro l’anno. Per effetto della crisi poi, un’altra tendenza di consumo rilevata nel 40% ca. del campione, è quella di rimandare le spese di un certo rilievo economico in attesa di tempi migliori, e comunque non oltre il 2011: così se gli italiani rinunciano a cambiare macchina, gli inglesi sacrificano le vacanze, mentre francesi e tedeschi l’arredamento per la casa. Di questi acquisti più impegnativi per le tasche dei consumatori, saranno elettrodomestici, automobili nuove e vacanze all’estero le prime voci di spesa a rientrare non appena si riprenderà l’economia.

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