giovedì 22 ottobre 2009

Linares Associates: servizi legali specialistici per operare tra Italia e USA


Lo Studio legale internazionale Linares Associates, presente con proprie sedi sia a New York che a Milano, si presenta alla business community aziendale illustrando le diverse tipologie di servizi volti a consentire ai propri clienti di operare con successo e/o di consolidare la propria presenza nel mercato statunitense ed in quello italiano. Specializzato nell'assistenza legale rivolta sia alle aziende e agli imprenditori italiani interessati ad investire negli Stati Uniti d'America che alle imprese e ai privati americani che intendono avviare attività imprenditoriali in Italia, lo studio Linares Associates ha ampliato ed arricchito le proprie competenze e le proprie aree di intervento, ponendo una particolare cura nella gestione delle delicate questioni attinenti al diritto societario nazionale ed internazionale, all’assistenza e alla consulenza rivolta a coloro che decidono di investire nel settore immobiliare, sia commerciale che residenziale, allo studio e alla negoziazione dei contratti commerciali così come a tutti quegli aspetti importanti che rappresentano un necessario complemento al processo di avviamento o di consolidamento commerciale ed imprenditoriale all’estero, non ultimo il diritto di immigrazione con i relativi visti e permessi di lavoro oppure la registrazione di marchi e brevetti. “Sotto il profilo delle relazioni d'affari, Italia e Stati Uniti d'America sono da sempre protagonisti di intensi rapporti commerciali, che sono il frutto di un patrimonio di valori e di civiltà comuni. La stima, la fiducia e l'amicizia, che esiste e lega i due Paesi, contribuiscono in maniera decisa a rendere questi mercati ricchi di opportunità che per essere colte e sfruttate al massimo richiedono, tuttavia, un’approfondita conoscenza ed una spiccata familiarità con le diverse legislazioni locali, statali e federali”, dichiara l'Avvocato Stefano Linares, titolare e fondatore dello Studio, che aggiunge: “proprio il desiderio e l'ambizione di creare una struttura che fosse in grado di venire incontro e soddisfare le necessità di tutti coloro che intendono investire negli Stati Uniti e in Italia mi ha spinto verso la ricerca di una forma di assistenza legale specialistica, quasi su misura, che potesse adattarsi alle singole fattispecie ed affiancare l’azienda già strutturata e consolidata come quella in via di formazione”.


Settori di intervento:


- Diritto dell’Immigrazione e del Lavoro

Assistenza e consulenza legale alle società e/o ai privati che desiderano investire e/o avviare attività commerciali e imprenditoriali in Italia e/o negli Stati Uniti d’America, in relazione alle pratiche destinate all’ottenimento dei necessari permessi di soggiorno e visti. Linares Associates è in grado di assistere i propri clienti anche nella delicata fase della negoziazione di contratti di lavoro sia in Italia che in USA, con la conseguente redazione di accordi volti a tutelare, nella misura più ampia consentita dalle legislazioni locali, sia il datore di lavoro che l’impiegato.

- Diritto Societario

Le aziende e i privati che sono interessate a costituire una società, una filiale o un ufficio di rappresentanza in territorio statunitense o in Italia possono contare su una pluriennale esperienza dello studio Linares Associates in materia. Dalla scelta della struttura societaria più adatta al raggiungimento degli obiettivi commerciali ed economici alle necessarie valutazioni di natura fiscale, dalla richiesta dell’“Employer Identification Number” (codice fiscale) all'assistenza nell’apertura di conti correnti presso banche locali, dalla compilazione e gestione dei libri societari alla convocazione e redazione dei verbali delle assemblee ordinarie e straordinarie fino alla domiciliazione delle società, che potranno così disporre di uno strategico indirizzo in loco oltre al servizio di “registered agent” previsto espressamente dalla legge degli Stati americani. Inoltre, consulenza legale nella negoziazione e nella redazione di accordi di “joint ventures” sia locali che internazionali.

- Diritto Commerciale e Contrattuale

Il diritto commerciale e contrattuale internazionale è da sempre una delle materie che lo studio cura con particolare attenzione, ben consapevole dell’importanza che ricopre per un’azienda la stipula di un accordo in grado di tutelare i propri interessi e consentire il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Grazie ad un’esperienza maturata rappresentando aziende sia italiane che straniere, Linares Associates assicura competenza e professionalità nella negoziazione e nella redazione di contratti di agenzia commerciale, distribuzione, franchising, licensing, vendita, locazioni immobiliari, accordi a tutela della proprietà intellettuale, acquisto e/o cessioni di partecipazioni societarie.

- Diritto Immobiliare

Linares Associates ha consolidato una vasta esperienza nel settore immobiliare, offrendo una dettagliata consulenza in tutte le fasi di acquisizione, vendita e locazione di terreni, immobili residenziali e commerciali siti in USA e/o in Italia.

- Diritto della Proprietà Intellettuale

Consulenza ed assistenza legale nella tutela della proprietà intellettuale, redazione di contratti di licenza (marchio, brevetto, diritto d’autore, know-how e altri diritti di proprietà industriale), registrazione di marchi e di brevetti presso i competenti uffici sia a livello statale che federale e nella disciplina di aspetti legati al fenomeno della concorrenza sleale e antitrust.

- Recupero Crediti e Contenzioso Commerciale

Assistenza nella delicata fase del recupero di crediti vantati da privati e/o aziende italiane o straniere sia negli Stati Uniti che in Italia, avvalendosi della preziosa collaborazione di fidati professionisti locali, oltre alla gestione di tentativi di negoziazione stragiudiziale delle eventuali controversie in essere.

- Responsabilità da Prodotto Difettoso

La delicata e complessa normativa in tema di responsabilità da prodotto difettoso è un altro degli aspetti che, nel corso degli anni, Linares Associates ha esaminato ed approfondito. In particolare, sono state elaborate diverse clausole di esonero da responsabilità in sede di contratto e nei formulari di vendita e individuate una serie di suggerimenti e cautele molto utili all’imprenditore straniero che intende commercializzare i propri prodotti negli USA o in Europa.

- Diritto dell’Informatica e Contratti Informatici; Internet e Tutela delle Persone e del Consumatore

I contratti informatici sono oggi sempre più diffusi e complessi e, con essi, le responsabilità che ne derivano: basti pensare alle sempre più frequenti opportunità di sviluppo e gestione di siti Internet e/o web design, ai casi di “hosting”, “housing”, sviluppo di software, licenze d’uso e altro ancora. Per questa ragione, contratti informatici redatti nel pieno rispetto delle normative vigenti, sia a livello comunitario che federale/statale, possono offrire alle parti contraenti importanti garanzie e tutele ed eliminare o, comunque, ridurre il pericolo di eventuali conseguenze giudiziarie.


_______________________________________________
Marco Mancinelli
Linares Associates Press Office
press.mark@tele2.it

Linares Associates PLLC
- 100 Park Avenue, Suite 1600 New York, NY 10017 - USA
- Piazza Cinque Giornate, 10 20129 Milano - Italy
http://www.linareslaw.com
info@linareslaw.com

INVESTIMENTI IN IT: RITORNI 2,5 VOLTE PIU’ DELL’AUTO

L’Information Technology, quarto settore industriale italiano con 97.000 imprese e 390.000 addetti costituisce un grande spazio di crescita per il Paese. Ma bisogna colmare il ritardo con gli altri paesi: nel decennio 1998-2008 la spesa italiana It sul Pil è passata dall’1,5% al 2%, la più bassa in Europa, dove la media è invece salita dal 2,3% del 2,9%. Ma la Francia oggi sta al 3,4%, la Gran Bretagna e la Germania al 3,3%.
Angelucci, presidente di Assinform: “Investire di più in IT è una priorità nazionale per riprendere a crescere e a competere : credito alle imprese che innovano; finanziamenti ai programmi strategici di Industria 2015 e Piano e-gov 2012; banda larga per le imprese e le istituzioni, incentivi per la rottamazione delle vecchie applicazioni software per modernizzare il Paese e far aumentare l’occupazione”.
Milano – 21/10/2009- “Per gettare le basi della ripresa e della competitività sul mercato globale, l’Italia, non ha scelta: deve aumentare la propria quota d’investimenti in Information Technology e portarsi rapidamente ai livelli di spesa dei principali paesi concorrenti” è quanto affermato da Paolo Angelucci, presidente di Assinform, intervenendo al convegno inaugurale di Smau a Milano. “
“Non bisogna dimenticare che la nostra economia si connota da almeno dieci anni in termini di estrema debolezza competitiva e di staticità e che alla base di del fenomeno vi è una delle più basse spese in IT fra le economie industriali – ha continuato Angelucci indicando come gli investimenti italiani in It siano passati dall’1,5% del Pil segnato nel 1998, quota che ci collocava ben al di sotto della media europea, attestata al 2,3%, al 2% del Pil del 2008. Nello stesso periodo la media europea di spesa è salita al 2,9%, ma per la Francia l’incidenza dell’It è aumentata di undici punti percentuali rispetto a dieci anni fa, raggiungendo il 3,4% del valore del Pil, gli investimenti It della Gran Bretagna sono passati dal 2,9% al 3,3% del Pil, la Germania ha fatto un salto ancora più ampio passando dal 2,4% al 3,3%.
Secondo il Presidente di Assinform, bisogna agire su tre fronti: “Occorre sostenere le imprese che investono in It, sensibilizzando le banche su linee di credito dedicate a finanziare l’innovazione. E’ fondamentale che il Governo dia corso ai finanziamenti già previsti per i programmi di impatto strategico sul tessuto produttivo italiano e sul Paese, quali il progetto IT di Industria 2015 destinato a migliorare la qualità e competitività dello stesso made in Italy tecnologico e il Piano E-gov 2012, destinato a portare la Pa italiana nell’era digitale. Infine, ma non meno importante, vanno previsti incentivi per la rottamazione delle vecchie applicazioni. Una misura che mira non solo a incrementare la domanda di innovazione e a promuovere l'ammodernamento dei processi di gestione delle imprese ma anche ad avere un grosso impatto sull’occupazione. Va considerato, infatti, che nella composizione dei prodotti It l’intervento umano incide nella misura del 26%. Ne consegue che i rinnovo delle applicazioni produce un effetto moltiplicatore sull’occupazione dell’ordine di 2 volte e mezzo maggiore rispetto a prodotti tradizionali come l’auto, in cui la percentuale di capitale umano si ferma all’11%”.
“L’IT è una fonte di assoluta innovazione e il nostro paese dispone di uno dei settori IT più importanti d’Europa – ha concluso Angelucci - l’IT italiano è secondo per numero di imprese e addetti a quello della Gran Bretagna, che è il paese europeo più avanzato in campo informatico. A livello nazionale l’IT è il quarto settore industriale del Paese, forte di 97.000 imprese, di circa 390mila addetti e con un valore aggiunto che copre il 2,8% del totale prodotto dall’industria e servizi a livello nazionale. E’ un grande potenziale di innovazione, vero e proprio made in Italy tecnologico. Si tratta di valorizzarlo mettendolo al servizio della modernizzazione del Paese e della crescita di competitività e sviluppo dell’industria italiana, dei suoi distretti e reti d’imprese”.


Ufficio Stampa Assinform

Roma – Anna Borioni – 3471409877 –
a.borioni@assinform.it
Milano – Stefania Follador – 3465003534 – s.follador@assinform.it

martedì 13 ottobre 2009

Belstaff life style: giacche per vip, profumi, intimo e A3 cabriolet

«Il futuro della moda è nel life style», ossia uno stile di vita tutto griffato. Parola di Manuele Malenotti, vicepresidente e responsabile comunicazione di Belstaff. È così che il marchio più indossato dai vip di tutto il mondo, si appresta a firmare ben oltre i giubbini ultrafamosi. Dopo l’esperienza con Audi (martedì la nuova «A3 cabriolet style by Belstaff» sarà presentata nella boutique di via del Babuino a Roma con un mega evento), ecco la prima linea di underwear, appena arrivata fresca fresca nei negozi e nei monomarca. E a breve, entro il 2010, nelle gioiellerie sbarcheranno gli orologi realizzati in collaborazione con Lorenz e nelle profumerie una linea beauty e una di essenze. Si appresta a diventare un marchio globale, il vostro. «Sì. Vogliamo rappresentare una filosofia di vita che vada ben oltre la moda. Si spazia dall’auto, alla vela al cinema sino alle beneficenza: sono numerosi i progetti ai quali aderiamo. Con Audi già al Festival del cinema di Venezia abbiamo collaborato con la «Q7» per le vittime del Darfur. Partecipiamo alle iniziative delle due fondazioni di George Clooney e presto vorremmo collaborare con quella di Leonardo DiCaprio che si occupa di ecologia». Belstaff è sempre stato legato al mondo del cinema, sin dai suoi esordi. Le celebri giacche del marchio saranno in mostra da dicembre alla Tate Gallery di Londra. Non avete mai pensato di portare in Italia quei pezzi storici? «Sì, ci piacerebbe portare la mostra proprio a Roma dove ci sono location meravigliose. E potremmo anche inaugurarla qui subito dopo Londra». Quali sono i pezzi «forti» in esposizione? «C’è un modello indossato da Che Guevara, un altro da Laurence d’Arabia e poi i giubbini di Marlon Brando, Steve McQueen, Harrison Ford. E infine quello che ci ha fatto vincere l’Oscar nel 2004 con “The aviator”. Le produzioni cinematografiche alle quali abbiamo partecipato sino ad oggi sono più di 80. E quest’anno festeggiamo gli 85 anni del marchio nato in Inghilterra nel 1924 ma oramai completamente made in italy». Quale film le ha dato maggiore soddisfazione? «Un po’ tutti. Mio nonno è stato un grande produttore cinematografico e i successi di Belstaff nel cinema sono un orgoglio per noi». I divi di Hollywood sono anche suoi amici personali. Ci dice qualcosa dei tre più «intimi»: Clooney, DiCaprio, Pitt? «Con George c’è in comune la grande passione per la moto. Facciamo spesso viaggi insieme e siamo impegnati attivamente con la beneficenza. Anche Brad e Angelina amano le moto e Valentino Rossi, i nostri argomenti preferiti, assieme alla famiglia. Leonardo è mio coetaneo quindi abbiamo più passioni comuni, dai viaggi ai divertimenti all’ecologia». Lei e suo fratello Michele avete vestito il ruolo di Cupido nella storia tra Clooney ed Elisabetta Canalis. Ma sono davvero in procinto di sposarsi? «Io posso parlare solo per me, non per loro». Ma la nave da crociera che si dice sia già stata prenotata per la cerimonia? «Mi sembra molto improbabile che si sposino in nave».

Nuove tendenze per i consumi europei

Nonostante il 59% degli italiani sia ‘estremamente’ o ‘molto’ preoccupato per le sorti dell’economia italiana, le aspettative di una ripresa sono più ottimistiche rispetto a quelle prospettate dagli altri cittadini europei: è quanto emerge da uno studio di AlixPartners, società di consulenza internazionale, condotto tra agosto e settembre 2009 su un campione di 5.000 consumatori europei di 5 nazioni: oltre all’Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna e Svezia. Ciò che accomuna i 5 Paesi coinvolti nella ricerca, è l’opinione che i consumi non torneranno ai livelli precedenti alla crisi prima del 2012. Anche Paesi che, come la Germania, dichiarano di non avere subito eccessivi contraccolpi dall’attuale crisi, sono molto cauti nelle previsioni di ripresa. Gli inglesi sono risultati tra i più pessimisti a questo proposito: per il 53% degli intervistati, infatti, l’economia del paese sta andando peggio rispetto a quella globale. La palma d’oro degli “sfiduciati” circa una ripresa delle finanze personali va invece ai francesi: per il 64% questa sarà più lenta rispetto a quella dell’economia del paese, e comunque non arriverà prima della fine del 2012. Secondo la survey i cambiamenti nei comportamenti di consumo degli europei per effetto della crisi non possono considerarsi come permanenti. Ad esempio, la voce di spesa che è risultata più penalizzata dai consumatori europei in tempo di crisi, è il mangiare fuori casa. “La tendenza è quella di tagliare alcune attività, anziché introdurre delle alternative meno costose”, afferma Giancarlo Poli - Managing Director di AlixPartners. “Così in Italia il 77% degli intervistati dichiara di aver modificato i propri comportamenti d’acquisto, ma solo l’8% ritiene tali cambiamenti come permanenti”, conclude Poli. “Per francesi e inglesi, invece”, aggiunge Francesco Leone - Director di AlixPartners, “si può parlare di nuovi stili di vita, che hanno penalizzato e continueranno a penalizzare i ‘segmenti premium’ anche quando l’economia si sarà risollevata. Il 53% dei consumatori francesi intervistati, infatti, ritiene che tali cambiamenti siano da considerarsi del tutto o in parte permanenti. Per quanto riguarda il campione inglese invece, le modifiche più significative sono state messe in atto dai consumatori meno giovani”. Vacilla inoltre pesantemente il mattone, bene rifugio italiano per eccellenza: secondo lo studio infatti, il 50% degli intervistati italiani dichiara che non comprerà più case nella sua vita, o quantomeno di non essere disposto a farlo prima del 2014. Una tendenza comune, questa, anche negli altri paesi che hanno partecipato alla ricerca, Gran Bretagna a parte, l’unico paese ad aver dichiarato l’intenzione di investire in immobili entro l’anno. Per effetto della crisi poi, un’altra tendenza di consumo rilevata nel 40% ca. del campione, è quella di rimandare le spese di un certo rilievo economico in attesa di tempi migliori, e comunque non oltre il 2011: così se gli italiani rinunciano a cambiare macchina, gli inglesi sacrificano le vacanze, mentre francesi e tedeschi l’arredamento per la casa. Di questi acquisti più impegnativi per le tasche dei consumatori, saranno elettrodomestici, automobili nuove e vacanze all’estero le prime voci di spesa a rientrare non appena si riprenderà l’economia.